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Metodo di studio

Mi ricordo quando, da piccola, cominciarono le prime interrogazioni… mal di pancia, nervosismo e ansia da prestazione.

Nonostante il mio carattere solare ed estroverso ricordo che fu un periodo di disagio. Non a caso “parlare in pubblico” è la seconda paura più grande dell’essere umano, dopo quella dei rumori fortissimi! Lo dice la psicologia, non io. 

In effetti, pensateci bene: se dovessero proporvi di esporre, davanti ad un gruppo anche piccolo di persone, una presentazione o, semplicemente, raccontare un vostro pezzettino di storia, come vi sentireste?

Io lo faccio di lavoro e non vi nego che mi piace un sacco il public Speaking, ma, ogni volta, risale quell’ emozione, che grazie all’ allenamento e alla formazione di settore, sono riuscita a trasformare in eccitazione.

Simon Sinek, per quanto mi riguarda l’antropologo n.1 attualmente sul pianeta terra, parla, in un suo interessante speech, della sottile differenza tra essere eccitati e nervosi.

“Are you nervous or exciting? ” come direbbe lui .

Un’esposizione a scuola, una verifica o un semplice “oggi vieni alla lavagna….” sono un momento di crescita per un bambino (o ragazzo) perché mettono in gioco più aree:

 

1) area psico-logica : SONO PREPARATO? Ho studiato abbastanza ? Riesco ad organizzare mentalmente i contenuti che ho preparato?

2) area emotiva: SONO PREOCCUPATO? Quali emozioni arrivano in questo momento? Cosa provo davvero? Paura? Ansia? Eccitazione? Riuscirò a gestire questa situazione?

3) area motivazionale: SONO CAPACE DI FARLO? Mi sento pronto? Ho stima di me stesso? E gli altri cosa penseranno?

 

Se credete che un bambino in età scolare non abbia queste difficoltà o pensieri, sbagliate. Anzi, questi piccoli momenti rappresentano di fatto le prime sfide scolastiche.

Proprio per questo è importante essere di aiuto e supporto in questi passaggi di crescita psicologica, emotiva e motivazionale.

La scuola lo accompagnerà a lungo e, in alcuni casi (come il mio) anche nel lavoro, quindi, sostenerlo fornendogli degli strumenti utili per gestire al meglio la sua carriera da studente è davvero importante.

 

Programmare, pianificare e organizzare lo studio o i compiti scolastici è il primo passo per ridurre ansia e disagi perché, pensateci bene: quand’ è che abbiamo davvero paura di qualcosa? E perché ci spaventa?

La risposta è: perché non sappiamo come andrà finire.
Non abbiamo un “disegno chiaro” di come sarà, è ignoto, misterioso e privo di certezze, perciò spaventa.

Ecco perché PIANIFICARE e creare obiettivi, anche semplici e smart, può essere di grande aiuto.

Se lo so cosa fare, mi tranquillizza.

Se so perché lo faccio, mi gratifica.

Se so dove e quando… ancora meglio!

 

Ecco 3 semplici suggerimenti o linee guida che, nella mia esperienza di insegnante, considero le chiavi di accesso ad una carriera di studi molto più produttiva ed efficace:

1: metodo di studio chiaro, personale e condiviso

Il metodo è la base, il pavimento della “casa dello studio ”, poiché è su di esso che si costruisce la motivazione del piccolo studente.

A proposito di metodo, ti invito a scaricare il manuale book gratuito “Studiare con il sorriso ”: vi troverai modalità pratiche e strategie educative efficaci per capire come creare e personalizzare quest’abito, su misura!

 

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Se ho un obiettivo chiaro (es :prendere 8 all’ interrogazione di storia) e so come fare (ho un metodo di studio a me congeniale), con altissima probabilità, per non dire certezza, lo raggiungerò con successo.

 

2: obiettivo definito e ben fornato

Cosa significa? Descrivere per filo e per segno cosa voglio raggiungere attraverso queste indicazioni, come si dice in gergo, SMART.

    • S = Specific (Specifico)

    • M = Measurable (Misurabile)

    • A = Achievable (Raggiungibile)

    • R = Realistic (Realistico)

    • T = Time-Based (Temporizzabile)

      

Il mio obiettivo è Specifico? Deve essere definito e tangibile, ed esprimere chiaramente cosa, come e perché lo vuoi ottenere;

Il mio obiettivo è Misurabile? Deve poter essere espresso numericamente (voglio prendere 7, oppure, voglio recuperare il 5 trasformandolo in sufficienza)

È un obiettivo Raggiungibile? Resta coi piedi per terra, deve essere realistico e commisurato alle risorse e alle capacità di cui disponi;

Può essere Temporizzato? Ogni obiettivo è legato ad una scadenza, e prevede tutta una serie di step di verifica che implicano precise relazioni tra le varie attività necessarie al suo compimento. Calendarizzare con date o periodi è essenziale.

 

PIANIFICAZIONE E ORGANIZZAZIONE

Proprio così, allacciandomi all’ ultimo punto: l’agenda scolastica (o il diario) è il nostro migliore amico. La pianificazione è colei che ci salva dalle paure, perché immagina come andrà, è un simulatore naturale del nostro andamento scolastico. Educare a questa capacità permette al bambino di prevedere cosa succederà e come farà ad affrontare le varie sfide scolastiche, aiuta a prendere coscienza del tempo e soprattutto a sapere cosa fare in anticipo. Inizialmente dovete affiancare questo percorso educativo, anche perché è difficile anche per noi…isn’t it? Poi, gradualmente diventerà un’abitudine sana e “da grandi”, che sarà molto utile nella vita.

 

3 piccoli suggerimenti su come fare :

Dopo aver chiarito il metodo personale e individuato l’obiettivo, fate questi passaggi :

A) LEGGETE LA LEZIONE DELLA SETTIMANA e definite col bambino, quali sono le materie o le attività più difficili che richiedono più tempo

B) CALENDARIZZATE i compiti: create un vero e proprio plan settimanale, magari in doppia copia, da appendere al frigo se siete in casa o nell' ambiente dove svolgere i compiti /studio, scrivendo quando e per quanto tempo, pause condivise e concordate comprese!

C) REVISIONE E MONITORING

Una volta creato il piano, verificate insieme al bambino, inizialmente in modo più costante e, mano mano, dando più autonomia, i progressi. Io utilizzo anche una scheda specifica dove poter monitorare anche i progressi, questo crea sicurezza, fiducia nel bambino e …aspettativa!

In questo ambito io mi sento molto "american style", infatti, propongo premi e gratificazioni (opportunamente concordati con i genitori): i bambini apprezzano e sono molto produttivi, poiché hanno anche la spinta data dall’ incentivo!

 

Non vedono l’ora che l’ obiettivo diventi verde o la striscia sia completata: sarà una soddisfazione da celebrare!

 

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Articolo scritto da: Emanuela Caiano 

 

Nlp Coach esperta in Educazione strategica   

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