CHI è IL COACH

 

Coach?

Sì, Il Coach. Quella figura tanto rinomata sui social e criticata spesso,magari senza saperne il vero significato.

Ho deciso di scrivere questo articolo perché il Coach è una cosa seria. Perché il Coach, quello serio e la C maiuscola è un professionista straordinario, un artista le cui mani spingono te verso il miglioramento.

Perché sono una Coach, seria e appassionata, devota e formata.

Non sarà un articolo polemico, anche se la tentazione non vi nego che mi assale, ma sarà un modo per ricordarmi chi sono, mentre lo descrivo a Te.

Ti ringrazio per la comprensione e per l’attenzione che mostrerai leggendo queste parole ,con attenzione e senza giudizio.

Perché il vero Coach è educato, gentile e umile.

Non è arrogante né tanto meno presuntuoso, come spesso le persone fanno sembrare.

IL Coach è il primo Coach di sé stesso: ha lui per primo fatto un lavoro profondo su sé stesso (e continua ogni giorno a farlo ) poiché per essere modello di coerenza: incarna gli stessi valori, le stesse convinzioni e gli stessi comportamenti che sono tipici del Coach e, in questo senso è un Leader, perché sa di essere esempio per gli altri, ispirando le persone a cui si affianca. 

L’allineamento del comportamento con i propri valori, con le proprie convinzioni e con la propria identità permette di essere integri, congrui e centrati.

Il suo comportamento viene continuamente osservato dal cliente, il quale ascolta quello che lui dice, è attento a quello che fa e confronta le sue parole con le sue azioni effettive. 

Il Coach è  un esperto di comunicazione e cambiamento ed aiuta le persone a migliorarsi, come del resto, Lui stesso costantemente continua a fare.

Alza l’asticella, ti ascolta attentamente e ti ri-conosce.

Come dice Shifu a Po’ trasforma te in te! (sto parlando di Kung-fu Panda…sì ,il Coach guarda i cartoni animati, perché è curioso come un bambino e aperto ad ogni parola).  

Valorizza cosa sai fare e i tuoi talenti, evitando pre-giudizi,giudizi e critiche.

Il coach non ti dice se è giusto o sbagliato, ti chiede se è funzionale o non funzionale per te.

Vuole il tuo bene e custodisce i tuoi sogni, ricordandoti chi sei e cosa vuoi .

Il Coach crede in te più di te e ti sostiene, a volte da vicino …altre da lontano , ma pur sempre facendo il tifo per te .

E’ un supereroe! Perché in questo mondo dove tutto si automatizza, dove l’intelligenza è artificiale e il contatto è sempre più a rischio, lui è umano , con coraggio ti prende la mano e per mano ,ti accompagna dentro di te…e ti aiuta a trovare il tuo prezioso tesoro,  “che hai nascosto in un cassetto, e magari, ti sei dimenticato dove l’hai messo, ma c’è ! È lì per te : la tua felicità!” (Roberto Benigni)

Il Coach usa storie ed esperienze, sue e degli altri, perché sceglie con cura  cosa funziona per te : non vuole insegnarti niente, vuole solo ispirarti e valorizzare le tue risorse.

Il coach fa domande , non dà soluzioni .

E’ profondamente convinto che la soluzione migliore per te sia dentro di te .

E’ un rompiscatole seriale e se gli prometti una cosa lui non ti molla : te la ricorda ogni giorno, ti bussa alla porta finché non scendi, perché è nell’azione la vera trasformazione. 

E’ un artista ,che mette a disposizione i suoi colori e le sue competenze per lasciarti disegnare liberamente l’opera d’arte più bella della tua vita: te stesso. 

Ecco cos’ è per me, il Coach .

Poesia,emozioni,sostegno e passione. 

Dopo tanta, tanta,tanta preparazione!

Un po’ di storia…

Un po’ di storia…

Il termine “coach”, in inglese, significa anche carro, carrozza o vet- tura.

Venne utilizzato la prima volta in Francia proprio per indicare questo mezzo di trasporto. 

Il primo utilizzo si attribuisce al “maestro di bottega” che insegnava ai suoi allievi con l’esempio. Un mentore concreto.

Poi inizi ‘Novecento si attribuisce in campo sportivo come allenatore che ti porta al risultato e ti sprona a superare i tuoi limiti.

Come prima uscita più ufficiale, negli anni ‘70 si delinea a livello professionale, grazie ad un’intuizione di Thimothy Gallwey il quale comprese quanto, in alcuni giocatori di tennis ,l’auto-correzione dell’errore attraverso stimoli proattivi e domande aperte dell’allenatore fossero più producenti e funzionali , a scapito di modalità più correttive e rimproveri.

A questo proprosito Gallwey scrisse un libro “the inner game of tennis ” che è poi diventato caposaldo del Coaching . In seguito John Whitmore fece tesoro di quest’opera e ne porto’ molti insegnamenti, tra cui, oltre all’ apprendimento pro attivo e l’utilizzo delle domande esplorative ,la tecnica della visualizzazione dell’obiettivo. Whitmore replicò questa nuova modalità di performance nelle aziende e nei ruoli manageriali ,diventando il pioniere del coaching. Infatti elaborò un metodo che tutt'oggi è molto utilizzato nel mondo del Coaching: IL GROW (goals-reality-options-will).

Nel 1992 tale modello evolse grazie alle scoperte della psicologia positiva di Seligman, di Csikszentmihalyi (la teoria del flusso ) e gli studi di Goleman sull’intelligenza emotiva.

Ecco che ,dopo gli anni ‘90 il Coaching ha generato un escalation prima in azienda e poi anche nella vita privata. Prima in America con Anthony Robbins e poi, ovunque!

Il Coach è uno strumento. C’è un cliente, definito cochee, che  richiede il suo apporto per esaminare le condizioni che desidera modificare (situazione attuale), definire gli obiettivi (situazione desiderata) ed elaborare un piano d’azione sulla base di questi elementi(strategia e risorse disponibili). 

Al cliente compete la diretta esecuzione del viaggio. Il Coach si occupa di fornire un supporto nella definizione e nel monitoraggio degli obiettivi, nella formulazione delle eventuali proposte per aggiustare le strategie durante il percorso; inoltre, presta il suo intervento nei momenti di stallo e contri- buisce ad una possibile revisione, parziale o totale, dei comportamenti o delle azioni intraprese. 

Prima ancora di tutto questo, il Coach aiuta il cliente a lavorare sulle ragioni profonde di ciò che vuole raggiungere. E questo richiede esperienza, preparazione e grande sensibilità.

Il coach opera in diversi ambiti e prima di delinearli tengo a precisare che il Coach non è uno psicoterapeuta, né uno psicologo: si occupa di obiettivi, potenzialità e risorse,risorse, guarda al futuro e si concentra sul presente. Non si occupa di di patologie o dipendenze, né di percorsi volti a capire le radici psicologiche nel passato.

Vediamo ora di cosa si occupa. 

 

IL LIFE COACH 

Il Life Coach aiuta a raggiungere obiettivi personali, che possono anche essere indipendenti da quelli professionali o aziendali.

 Ha il delicato compito di aiutare il cliente ad entrare in contatto diretto con le proprie emozioni, le attese, i rimpianti, le aspirazioni, le energie, la vitalità, le tristezze e le gioie. 

Affinché sia efficace, è necessario che entrambi, professionista e cliente, siano disposti a mettere in gioco a livello personale: in questo percorso di trasformazione, molto profondo, il rafforzamento dell’identità e la chiarezza degli obiettivi e del proprio scopo sono il frutto faticoso ma importante  di una consapevolezza straordinaria: liberarsi da blocchi mentali per volare liberi verso scelte sempre più allineate a sé stessi. 

 

IL COACH AZIENDALE E MANAGERIALE 

Molte aziende e organizzazioni stanno ricorrendo con sempre maggiore frequenza al Coaching per ampliare o integrare la formazione tradizionale: infatti, il Coaching è più focalizzato specifico. È in un certo senso più efficace dei tradizionali metodi di formazione perché più interattivo e volto alla trasformazione dei comportamenti: meno didattica più pratica insomma. Un apprendimento di competenze e sviluppo di abilità attraverso esercizi di esperienza, non mera lettura di dispense.

Il Coach Aziendale e Manageriale è un professionista che aiuta i propri clienti ad agire più efficacemente nella vita professionale. 

Comprende rapidamente le dinamiche delle aziende e/o del contesto lavorativo, e facilita l’attivazione delle risorse, sia individuali che dei team. 

In gergo si dice che sta al balcone, cioè fuori dalle parti: gioca in squadra ma non è coinvolto e quindi da feedback oggetti e in assenza di giudizio. Facilita, media e osserva, senza agire direttamente.

 

IL COACH SPORTIVO PER L’ALLENAMENTO MENTALE 

Il Coach Sportivo per l’allenamento mentale è una figura professionale apprezzata e ricercata dalle società e dai singoli atleti, che riconoscono l’efficacia della gestione emotiva per ottenere performance sportive di eccellenza. 

Il Coach Sportivo è un esperto che aiuta gli atleti a definire gli obiettivi in modo efficace e ad innalzare costantemente il livello di performance, attraverso l'allenamento mentale,massimizzando le risorse personali a scapito delle interferenze interne ed esterne. 

 

IL FAMILY COACH

Una figura sempre più richiesta nell’ ambito delle relazioni di coppia , familiari e scolastiche .

Aiuta e sostiene la genitorialità , contribuendo a definire il progetto educativo e gli obiettivi in casa o a scuola .

Aiuta anche gli studenti a definire metodi di studio efficaci e cuciti sulle potenzialità .

 

E io chi sono?

Io sono una Coach.

Non faccio coaching, sono .

Perché per me il Coaching è un’attitudine mentale, una filosofia di vita. 

Il Coach è esempio.

E sono Emanuela Caiano, nello specifico Coach Emozionale.

Lavoro in diversi contesti, in particolare ho diversi progetti in azienda e a scuola sull’ educazione strategica.

Ma in tutti gli ambienti e in tutte le tipologie c’è una caratteristica comune : l’attenzione alle emozioni . 

Il cuore e le sensazioni sono il motore dell’azione per me .

Lo dice anche un mio mentore, Anthony Robbins: “motion creates emotion” . Attraverso la propria emotività e intelligenza emozionale si costruisce e fortifica la nostra identità .Sono le emozioni che ci spingono ad agire, sono le emozioni che ci fanno realmente scegliere .

La domanda è: siamo consapevoli di esse? Sappiamo gestirle e regolarle? Distinguiamo quando si tratta di istinto costruttivo o paura distruttiva?

I miei studi sull’ intelligenza emotiva e le neuroscienze sono un punto cardine del mio modello di Coaching: al centro c’è il tuo cuore e io, ti aiuto solo a trovare nel profondo la tua vera essenza emotiva.

Perché sono state le mie compagne sconosciute per tanto tempo e spesso ho agito con coraggio ma senza consapevolezza. Partendo dalle mie paure,paure, dai miei blocchi emotivi ho compreso e provato sulla pelle (e sul cuore) quanto le emozioni possono rivelarti i tuoi talenti e liberare il tuo vero potenziale.

Il viaggio emozionale (così chiamo il mio percorso speciale sulle emozioni) ti porta nel profondo, nell’ oscurità per poi risalire, più forte e “cuoraggioso/a” ,più consapevole e determinata  a realizzare il più bel progetto di vita: te stesso/a!