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EMOZION-AMICI

 

"NIENTE E' BUONO O CATTIVO
SE NON E' TALE

NEL NOSTRO PENSIERO"

W.Shakespeare

 

E vissero felici e.... 

Sei qui sulla terra per fare qualcosa di meraviglioso, straordinario .

E la tua unicità è tale da essere davvero speciale, per te per gli altri.

Ma, principalmente, sei qui per un motivo comune a tutti: essere FELICE!

 

Ogni essere umano, bambino o adulto, ha per mia visione, un diritto inviolabile e sacrosanto: appagare le proprie esigenze (emotive, fisiche e psicologiche) 

ed esplorare la propria vita come in un viaggio...verso i propri talenti, le proprie passioni.
La scuola dovrebbe insegnare la “felicità” ogni giorno.

In famiglia dovremmo respirarla come se fosse aria.

Perché senza felicità e soddisfazione la vita è semplicemente...triste .

Vivere la vita dei TUOI SOGNI: questo è lo scopo principale di questa esperienza unica e irripetibile.

 

Allora perché ancora per qualcuno (forse la maggior parte ) questa vita non è ancora così eccitante e piena di soddisfazione?

O, peggio ancora, perché pensiamo che questa vita da sogno non sia possibile?

Le emozioni positive sono il motore della vita. Dell’amore e della nostra massima realizzazione. Quelle negative invece, sono freni a mano.

 

Cosa ci blocca, ci ferma, ci stoppa ?

La sofferenza.

La paura.

E altre sensazioni e sfumature emotive ci tengono incollati ad una vita che non esprime il nostro vero potenziale.

Ecco perché in questi anni ho dedicato studio, ricerca ed esperienza alle “emozioni” o, come si dice nei libri, all’ “intelligenza emotiva”.

Perché, le emozioni, si possono “imparare“: conoscendole, scoprendole e gestendole.

L’intelligenza emotiva infatti è una competenza che si sviluppa sin da piccoli.

Inizialmente, nei primi anni di vita, attraverso l’esempio degli adulti, si percepisce l’energia, e l’obiettivo è dare un nome alle sensazioni.

Intorno ai 7/9 anni si incomincia a capirne la complessità e comprendere che anche gli altri interagiscono con noi attraverso le emozioni.

L’empatia consapevole e il rispetto dell’altro incomincia la sua prima forma di intelligenza.

Con l’adolescenza e in età adulta essa si affina o,  quantomeno, siamo potenzialmente pronti a sviluppare questa capacità, per condividere relazioni soddisfacenti ed emozionali sane.

Lo studio di questo “mondo affascinante” è il tema di questo articolo, con la speranza che, ogni essere umano sia fonte generatrice di felicità, per sé stesso e per gli altri.

 


EMOZIONI N&P 

P. Ekman, un dei primi studiosi di emozioni, individua queste due tipologie di sensazioni per raggrupparle: primarie e secondarie.

In uno studio antropologico rivolto ad una tribù di indigeni, scoprì che le emozioni, nell'essere umano, sono uguali, ossia, vi sono alcune percezioni e reazioni fisiche che, provando un' emozione specifica, innescano in tutti le stesse modalità.

 

Decise di stilare una lista di emozioni suddivise in primarie e secondarie.

Le emozioni primarie o di base sono:

1. rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;

2. paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;

3. tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;

4. gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;

5. sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;

6. disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;

7. disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.

 

Queste sono emozioni innate  e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie  ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

 

Altro interessante studio è quello fatto da Plutchik, psicologo statunitense contemporaneo. Plutchik creò uno strumento per identificare le emozioni e strutturarle secondo il loro livello di intensità: il fiore di Plutchik. Qui le emozioni vengono strutturate in una scala, secondo l’intensità con cui si manifestano, e sommate per creare altre emozioni. Si esprime il concetto di emozioni primarie e secondarie in maniera molto chiara e graficamente esplicativa.

 

In effetti per quanto si possa dare un nome alle emozioni per cercare di esserne meno confusi, sballottati e "inconsapevoli " credo profondamente che vi siano sfumature infinite ai colori delle emozioni e che, controllarle non sia il modo migliore per gestirle.

Credo invece che studiarle, capirle e individuare la sensazione che arriva in seguito ad un pensiero o una parola o uno stimolo qualsiasi sia una forma di libertà. Poiché evita il "dirottamento emotivo", ossia il fatto che siano loro a guidarci.


Per farlo, iniziate con il porvi queste semplici domande ogni qualvolta provate un'emozione:

COSA PROVO IN QUESTO MOMENTO?

DOVE LO SENTO? 

DA DOVE ARRIVA? DA UN PENSIERO MIO? DA UNO STIMOLO ESTERNO?

E poi...RESPIRARE.

Sì, sembra banale, ma il respiro cambia la fisiologia e la postura immediatamente. Quindi "mette in moto" il corpo e regolarizza l'intensità emotiva.

Passati pochi secondi, la reazione può essere gestita attraverso il vero "padrone" della nostra vita: la mente.

E' lei che, se guidata da pensieri e intenzione positiva, può aiutarci ad evitare di entrare in un baratro.

E' lei che può aiutarci ad amplificare emozioni di gioia ed evitare inutili freni inibitori.

E' lei che comanda!

Questa è una bella notizia, perché una volta riusciti a capire come funziona, possiamo diventare noi i nostri primi "fabbricanti di felicità"!

 

Una cosa mi sento di rafforzare e ripetere...anche sembrando ridondante: per "trovare la felicità bisogna scendere nelle profondità di noi stessi"

Non l'ho inventato io. E' stato Socrate.

In sintesi, in questo viaggio chiamato vita dobbiamo dedicare tempo alla nostra conoscenza, al nostro mondo emozionale e a realizzare il nostro potenziale.

Come diceva Jung: siamo noi a creare il male o realizzare sogni.

Basta scegliere la giusta strada.

Scegliete il cuore e, con la testa, siate FELICI.

 

 

Emanuela Caiano
Emotional Coach

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