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Io penso...po-si-ti-vo!

Musica di ascolto: "Penso positivo" di Lorenzo Cherubini 

 

Etimologia:
d
al latino, positivus: che viene posto. 

 

Significato:

Che c’è, che esiste, che è sicuro. Si fonda si ciò che è certo e concreto, affermativo.

E’ una parola comune, al limite del banale, ma molto difficile da comprendere ad una lettura più profonda e intelligente.

 

Premessa:

Arrogante? Forse in alcune circostanze, la mia fermezza e determinazione mi portano a poterlo sembrare. Credetemi: dopo 15 anni di clown-terapia in contesti di disagio, dopo 10 anni nelle scuole e nell’ educazione di strada, dopo 20 anni di imprenditoria e libera professione, a questa parola CI TENGO.

 

E’ stata la mia ancora più forte nei momenti più brutti, nelle nere nottate di insonnia e nei giorni dell’abbandono che noi essere umani abbiamo nella vita.

E’ stata la mia compagna di viaggio quando la solitudine e il fallimento hanno preso il sopravvento e con il mare in tempesta volevo “ lasciarmi “ navigare.

Quindi, sì! E' il mindset più potente che conosca e che abbia sperimentato sulla pelle.

E non c’entra vedere la vita in rosa o fingere di stare bene.

Significa essere REALI. Stare coi piedi ben piantati in terra, consapevoli delle cose che vanno e quelle che non vanno… ma con la testa, continuare a guardare in alto, a sperare e concentrarsi su ciò che potrebbe essere.

Significa SCEGLIERE: di accogliere e accettare una situazione che non puoi cambiare, ma cambiare il tuo approccio; scegliere di far pace con il proprio lato oscuro e accettarlo cercando ogni giorno di potenziare i propri talenti e le proprie abilità; significa scegliere di focalizzarsi su ciò che puoi realmente fare per migliorare senza cancellare tristezza, dolore e persone. 

Ecco cos’è il pensiero positivo per me :

PORSI CONSAPEVOLMENTE E VOLONTARIAMENTE NELLA MIGLIORE VERSIONE DI sé

 

 

L’atteggiamento positivo 

 

Napoleon Hill parla di AMP: Atteggiamento mentale positivo .

Un libro straordinario in cui viaggi insieme alla tua mente tra le parole di uno dei più grandi scrittori de nostro secolo, specialmente riguardo alla crescita personale.

E’ il come ti poni difronte alle sfide della vita, come reagisci, su cosa scegli di focalizzarti, come regoli le tue emozioni rispetto a quell’ evento...

 

Essere consapevoli significa diventare sempre più positivi e ottimisti. Perché, più conosci la tua mente, i tuoi difetti, i tuoi pregi e più ne sei padrone.

 

E chi non vuole essere felice?
Chi non vorrebbe scegliere sempre il meglio per sé stesso e per gli altri?

 

Sei negativo e pessimista perché sei fondamentalmente ignorante, nel senso che ignori (come dice Aldo Baglio) le tue vere potenzialità, i tuoi punti luce. Ignori quanta bellezza e speranza ci sia dentro di te: perché sin da piccolo ti hanno detto che sei sbagliato, che non vali, che quello che fai non va bene. L’educazione tradizionale è per prima la causa della nostra disistima. Essa punta alla paura, al farti sentire fuori luogo, allo stare zitto e "disegnare dentro ai contorni".

La vera educazione, lo dice la parola, libera la vera unicità che c’è in TE!                             

E-ducere vuol dire proprio l’opposto: tirare fuori quello che di meglio si ha dentro e non di riempirti di informazioni e sensi di colpa.

Ed è così che cresciamo: inadeguati, tristi e senza speranza.

 

La scuola e la famiglia dovrebbero insegnarci come affrontare la vita e come gestire le nostre emozioni a discapito di qualche ora di italiano o matematica.

 

Perché l’autostima non ha numeri o lettere sul suo vestito: ha la fiducia cucita sul cuore.
E la fiducia è un filo molto sottile che passa tra le crune delle persone che ti vogliono bene e diventa solida come una roccia se, ogni giorno ricevi quel “bravo, complimenti"” in più.

 

Il pensiero positivo dovrebbe trovarsi nell’infanzia, nei primi anni di vita, dove ti senti potente e infallibile e, di fronte all’ errore la risposta dovrebbe essere: "Bravo! Ci hai provato ed hai imparato una cosa nuova."

Gli eventi poi, nella vita, saranno negativi o positivi, l’importante è come deciderai di affrontarli, con le risorse e gli strumenti a disposizione.

 

Conclusione positiva…finché son viva!

 

Finché sono viva, mi sento positiva. E la mia missione è proprio questa: nel tunnel di un evento spiacevole, nella giornata no e nella notizia inaspettata…sempre e comunque PORTARE SPERANZA, essere per le persone quella luce in quel tunnel. Con la rabbia, la frustrazione, il dolore e magari la tristezza… MA CON IL CUORE.

 

Un abbraccio,

Emanuela Caiano

Emotional Coach    

 

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